C.M.S. commissione di massimo scoperto

Per commissione di massimo scoperto si intendeva il corrispettivo che il correntista doveva pagare per compensare la Banca per l’onere di dover essere in grado di fronteggiare l’immediata richiesta di utilizzo dello scoperto di conto.
La commissione di massimo scoperto veniva applicata, di norma, sul massimo saldo negativo registrato nei trimestri e veniva richiesta anche se il Cliente andava in scoperto per valuta, anche per un solo giorno.
A gennaio 2009, con il Decreto Anticrisi (art. 2bis) il Parlamento ha sancito la nullità delle commissioni di massimo scoperto per i conti correnti, il cui saldo, risultasse a debito per un periodo inferiore a 30 giorni consecutivi e per i conti senza affidamento.

Nel frattempo, nella stessa legge ha stabilito la leggittimità delle commissioni, determinando due i nuovi metodi di calcolo:
-il primo quando il saldo del conto corrente risulta a debito per oltre 30 giorni, calcolato in percentuale sulla massima scopertura del trimestre.
-il secondo parametro, riferito all’affidamento concesso, senza alcun riferimento all’effettivo utilizzo.
Molti Clienti si sono rivolti alle Procure per denunziare le Banche per usura bancaria, finalmente gli organi competenti hanno cominciato ad applicare quanto stabilito dall’art. 644 c.p., includendo nel calcolo del tasso effettivo, la commissione di massimo scoperto applicata e gli oneri sostenuti dal Cliente, per l’utilizzo del credito.
Con una eventuale azione potrete rivendicare le commissioni di massimo scoperto non dovute, se usuraie e se non previste dal contratto di conto corrente.
Per qualsiasi dubbio o domanda non esitate a contattarci.
commissione-massimo-scoperto
rif: commissione di massimo scoperto